Legnano 1935
A Benedetto Leone, l'idea nasce nel 2002, subito dopo aver realizzato le prime parti del plastico del campo di battaglia per il torneo di wargame tra le Contrade del Palio e dopo aver letto il libro-gioco "Il Gioco del palio di Siena".
A Benedetto ci vogliono circa tre anni di lavoro per realizzarlo. Tre anni di attente ricerche per ricostruire in scala perfetta il campo sportivo "Mari" e per predisporre un regolamento che permettesse di riprodurre in maniera molto fedele i preparativi della corsa, l’ingaggio dei fantini, la tratta dei cavalli e ogni altro aspetto del Palio.
Nel Maggio del 2005 tutto era pronto per iniziare a giocare e da allora, ogni anno Benetto organizza l’annuale torneo tra le otto Contrade.

Si svolgerà nel Maniero della Contrada Sant'Ambrogio, la 5ª edizione di "Legnano 1935 - Il Gioco del Palio di Legnano".
Non mancherà niente: il campo sportivo "Mari", gli otto fantini e relativi cavalli a difesa dei colori delle otto Contrade, il mossiere, il giudice di gara. In palio la conquista del Crocione.
Tutto normale? Non proprio: a partire dalla data di disputa all'ambientazione e ai protagonisti di questa disfida ippica. Infatti, tutto è rigorosamente in scala, compresi fantini e cavalli, in piombo e dipinti a mano. Piccoli gioielli, fedeli riproduzioni di tutto ciò che accade al "Mari" l'ultima domenica di ogni maggio.
L'artigiano, o meglio l'artista che ha realizzato il capolavoro è Benedetto Leone, "Benny" per i contradaioli giallo-verde. Suo è anche il regolamento di svolgimento della mini sfida, che prende ampiamente spunto dalla corsa vera, con tanto di abbinamenti a sorteggio, riproduzione del "soldo" per pagare (o corrompere..) i fantini.
Al vincitore del "Gioco del Palio di Legnano", andrà una pergamena che riporterà la data dell'evento, i nomi del fantino e del cavallo vincitori e, manco a dirlo, il "crocione", nella fattispecie una croce d'argento, anch'essa realizzata da Benny.
"Lo scopo è quello della socializzazione tra il popolo delle Contrade, per creare un clima amichevole che dia spazio solo ad un tifo sportivo, mai ostile".
Questo è quanto auspica l'artigiano della Contrada Sant'Ambrogio, autore della maggior parte dei manufatti utilizzati dalla sua Contrada il giorno della sfilata e nella altre occasioni ufficiali. Le armi dei cavalieri, i gioielli delle dame, i finimenti dei cavalli, tutto è frutto dell'abilità, dello studio e della grande passione di Benedetto "Benny" Leone.
Un tabellone tridimensionale, che riproduce in scala il campo di gara del palio della città di Legnano.
Otto pedine montate, raffiguranti il cavallo ed il fantino di ciascuna delle otto Contrade del palio.
Otto pedine scosse, raffiguranti il cavallo di ciascuna delle otto contrade del Palio.
Otto tessere contrada, riportanti ciascuna il nome di una delle otto contrade del palio.
Venti tessere fantino, riportanti ciascuna il nome e la caratteristica di un fantino utile da ingaggiare per poter correre il Palio.
Venti tessere cavallo, riportanti ciascuna il nome e la caratteristica di un cavallo utile da ingaggiare per poter correre il Palio.
Dieci tessere quota, riportanti ciascuna un quota a disposizione di una delle otto contrade del Palio.
Un numero variabile di gettoni, copie di un’antica moneta medievale milanese, detta Testone di Milano. Ogni quota messa a disposizione di una contrada, corrisponde ad un Testone di Milano.
Un sacchetto per sorteggi.
Otto normali dadi a sei facce denominati D6.
11 giocatori, dei quali 8 contradaioli difendono i colori di ciascuna delle otto contrade del Palio, un giocatore che ricopre la carica di giudice di gara, un giocatore che ricopre la carica del mossiere e un giocatore che ricopre la carica di assistente del giudice di gara e del mossiere.
Alcuni fogli di carta bianca e qualche matita.
Un registro utilizzato dal giudice di gara, dal mossiere e dal loro assistente, il tutto unitamente al presente regolamento.
I 2 giocatori che ricoprono la carica di giudice di gara e del mossiere, controllano e gestiscono il regolare svolgimento del gioco, applicando scrupolosamente tutte le regole illustrate nel presente regolamento, sempre supportati dall’aiuto del loro assistente.
A partire dall’assegnazione dei numeri di gara, il giudice di gara e il suo assistente, annoteranno su un registro tutte le condizioni di gioco di ogni Contrada.
Quando durante la corsa, se per un qualsiasi motivo, si verifica una situazione in cui non è prevista alcuna regola specifica, e tra due o più giocatori nasce una controversia, il giudice di gara e il mossiere, mediano con i giocatori una possibile soluzione al caso e applicano la regola dello spareggio ai dadi, permettendo al giocatore vincitore di agire secondo quanto mediato.
Il giudice di gara e il mossiere, per mezzo del loro assistente, annotano su un registro quanto accade durante lo svolgimento del gioco, a partire dall’assegnazione dei numeri di gara, annotano poi per ogni Contrada, il nome di ogni giocatore che la difende, ed ogni altra situazione creatasi utilizzando le regole indicate di seguito.
| Anno | Contrada | Giocatore | Cavallo | Fantino |
|---|---|---|---|---|
| 2005 | San Bernardino | Matteo Doro | Pegaso | Bambagia |
| 2006 | La Flora | Tania Parini | Titanio | Apocalisse |
| 2007 | San Bernardino | Matteo Doro | Marte | Maciste |
| 2008 | Legnarello | Alessandro Mengoli | Pegaso | Maciste |
| 2009 | San Bernardino | Mariaelena Dorigo | Uragano | Maciste |
| 2010 | Sant'Ambrogio | Luigi Plastino |